Porti italiani: Libera, nel quadriennio 2022-2025 sono stati registrati 496 eventi criminali, dal 1994 al 2024 censiti 113 clan coinvolti in attività illegali e legali

Nel quadriennio 2022-2025 sono stati registrati 496 eventi criminali nei porti italiani, in media uno ogni tre giorni. È quanto attesta il rapporto “Diario di Bordo. Storie, dati e meccanismi delle proiezioni criminali nei porti italiani e oltre” presentato oggi da Libera a Firenze. Complessivamente, 53 porti italiani hanno registrato episodi di illegalità nell’ultimo quadriennio, di cui 34 di rilevanza nazionale. La classifica dei porti più colpiti vede al primo posto Genova, con 49 episodi (9,8% del totale), seguita da Livorno con 42 casi (8,4%) e Ancona con 40 eventi (8%).Sale al quarto posto Civitavecchia, con 32 episodi (6,4%), seguita da Gioia Tauro e Trieste, entrambe in crescita con 27 casi. Seguono Palermo, che perde alcune posizioni, con 25 eventi, Brindisi con 23 Napoli e Salerno 21. A livello regionale la Liguria è la regione in cui si concentrano il 16,1% degli eventi criminali (80), seguita dalla Sicilia con il 14,7% (73 eventi), e poi ancora la Campania con il 9,9% (49 eventi). Al quarto posto sale la Puglia, con 46 casi, seguita a pari merito dalle Marche e dalla Toscana, con 43 eventi, corrispondenti all’8,7% del totale.
Analizzando le relazioni della Direzione nazionale antimafia e della Direzione investigativa antimafia, pubblicate tra il 1994 e il 2024, gli interessi della criminalità organizzata hanno riguardato circa un porto italiano su cinque. Nello specifico sono stati censiti 113 clan coinvolti in attività di business illegali e legali (+4 rispetto all’ultima rilevazione), con 71 porti italiani (+2 rispetto alla rilevazione precedente) interessati da proiezioni criminali. La fotografia che emerge da questa ricostruzione è particolarmente allarmante. Tutti i porti sede di Autorità di Sistema Portuale risultano essere stati oggetto di interesse da parte della criminalità organizzata. Dei 71 porti individuati, 38 sono porti di rilevanza economica nazionale, pari al 65,5% dei principali porti commerciali italiani. Oltre ai grandi porti commerciali, anche porti minori o a prevalente vocazione turistica sono stati oggetto di interesse da parte dei gruppi criminali. Questo significa che il fenomeno non è circoscritto ad alcuni territori, ma riguarda l’intero Paese, dentro reti transnazionali sempre più complesse.
Sono 45 gli episodi di presunta corruzione avvenuti nelle Autorità di Sistema portuale italiane tra il 2018 e il 2024. Questa fotografia, che sicuramente non restituisce l’insieme dei fenomeni corruttivi avvenuti nei porti italiani, si basa sull’analisi delle Relazioni del Responsabile della Trasparenza e della Prevenzione della Corruzione pubblicate sui siti di tutte le Autorità di Sistema Portuale. Il monitoraggio ha dunque riguardato 16 enti pubblici per un arco temporale di 8 anni. I dati disponibili fanno esclusivo riferimento ai casi che coinvolgono dipendenti, dirigenti o vertici politici delle Autorità di Sistema portuale, senza includere gli episodi che possono aver interessato altri soggetti pubblici o privati operanti all’interno degli scali.

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