“Volevo raccontare il backstage di un programma Tv, tra cattiverie e bontà. Il protagonista interpretato da Ghini scopre il dolore, esperienza fondamentale nella vicenda umana: è il dolore, infatti, che ci fa accorgere dell’altro. Un uomo che nella difficoltà ritrova la voce della madre in un mangiacassette: in quel tepore c’è la mia vita”. Così Pupi Avati alla stampa romana per la presentazione del nuovo film “Nel tepore del ballo”, con Massimo Ghini, Isabella Ferrari, Giuliana De Sio, Lina Sastri, Sebastiano Somma e Raoul Bova, una produzione Duea Film e Rai Cinema dal 30 aprile in sala. “Sono straordinariamente riconoscente alla vita – precisa Avati -, perché mi ha permesso di realizzare quello che ho fatto: alcune opere brutte, è vero, ma altre preziose. Auguro a tutti di poter fare lo stesso, una vita diversa da quella degli altri. Originale”. Massimo Ghini aggiunge: “È stato Pupi a indicarmi la via interpretativa. Con lui ho ritrovato il modo di fare cinema come si usava prima, con una sola macchina da presa: la bellezza dello sguardo in camera”. Isabella Ferrari racconta il loro incontro: “Abbiamo parlato a lungo delle nostre vite, di amori e cadute. Per un’attrice un ruolo sfidante, scritto con penna poetica. Il cinema di Pupi Avati ti regala l’intensità di girare con un solo ciak”.