Canada: card. Leo (Toronto) scrive al premier Carney, “scelga la vita e non la morte”

“Le chiedo di scegliere la vita e non la morte; di contribuire a costruire una civiltà che si prende cura di chi soffre e non lo elimina, ma lo circonda di dignità, compassione e amore”. Lo scrive il card. Frank Leo, arcivescovo metropolita di Toronto, in una lettera aperta al primo ministro canadese, Mark Carney, sull’espansione del Maid, il programma canadese di assistenza medica alla morte. Il porporato esprime “grande delusione e angoscia” per l’ampliamento della legislazione su eutanasia e suicidio assistito dal 2016 a oggi, “nonostante gli impegni presi e le garanzie promesse”, e richiama i rischi per le persone più vulnerabili, che possono sentirsi spinte – “in modo sottile o esplicito” – a ricorrere alla morte assistita “nei momenti di profonda sofferenza, isolamento o disperazione”. Attualmente all’esame del Parlamento canadese c’è il disegno di legge C-218, che limiterebbe l’accesso al Maid per le persone la cui unica condizione patologica sia una malattia mentale. Per questo il card. Leo chiede a Carney di “consentire un voto libero ai parlamentari del Partito liberale”, perché si tratta di “questioni profonde di coscienza che trascendono l’appartenenza partitica”. Nella lettera, infine, l’arcivescovo invita il governo a investire “nelle cure palliative, nel sostegno alla salute mentale e nelle risorse per gli anziani e per i canadesi con disabilità”.

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