Dal 5 al 7 ottobre, presso la sede centrale del Consiglio nazionale delle ricerche (Piazzale Aldo Moro 7 Roma), si svolgerà “Poli di conoscenza: dalle terre estreme alle sfide globali”, la prima Conferenza nazionale polare, promossa e coordinata dal Cnr in collaborazione con Enea, Ingv e Ogs.
L’iniziativa – dedicata ad Artico, Antartide e Terzo Polo – riunirà per la prima volta la comunità scientifica italiana impegnata nelle regioni polari e negli ambienti estremi per discutere delle grandi sfide legate a cambiamento climatico, trasformazioni ambientali, innovazione e geopolitica. Obiettivo finale della Conferenza, un white paper condiviso, contenente elementi di indirizzo e supporto per le future strategie nazionali e iniziative internazionali.
Artico, Antartide, Terzo Polo e i ghiacciai montani rappresentano, infatti, oggi laboratori naturali unici per comprendere i cambiamenti climatici, le trasformazioni ambientali, l’evoluzione degli ecosistemi e le nuove dinamiche geopolitiche globali. La ricerca polare contribuisce in modo determinante alla produzione di conoscenze indispensabili per affrontare le grandi sfide del nostro tempo: dal clima alla biodiversità, dall’energia alla sicurezza, fino allo sviluppo di tecnologie innovative e sistemi avanzati di osservazione della Terra.
L’Italia è presente da decenni nelle regioni polari attraverso programmi scientifici di eccellenza, infrastrutture di ricerca, campagne oceanografiche e collaborazioni internazionali. Oggi, in uno scenario caratterizzato da rapidi cambiamenti climatici e nuove sfide geopolitiche, è fondamentale rafforzare il coordinamento nazionale, valorizzare le competenze esistenti e costruire una strategia condivisa che integri ricerca, osservazioni, dati, formazione e innovazione.
Tra i temi al centro del confronto: rapporto tra scienza e governance delle regioni polari; ruolo della ricerca nei processi decisionali, impegno dell’Italia nel Sistema del Trattato Antartico e come Paese osservatore in Artico; cooperazione internazionale, sicurezza, interessi commerciali e strategici nel quadro geopolitico; la fragilità dei grandi sistemi glaciali d’alta quota e del Terzo Polo (Himalaya, Karakorum e Altopiano del Tibet) e le conseguenze del rapido cambiamento di queste aree su territori e popolazioni.
Alla sessione plenaria istituzionale del 7 ottobre sono stati invitati i ministri degli Esteri e della Cooperazione internazionale, della Difesa e dell’Università e ricerca che, a gennaio 2026, hanno promosso e firmato la Strategia nazionale per l’Artico.