“Il progetto di iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi della Chiesa di Palermo non subirà alcuna modifica, soprattutto se imposta da meri interessi di parte”. Lo afferma il Consiglio pastorale diocesano in una nota sul nuovo Progetto catechistico, ringraziando l’arcivescovo, mons. Corrado Lorefice, per “il grande esempio di pazienza e di mitezza di fronte alle pesanti e infondate pressioni mediatiche delle ultime settimane”.
Il Consiglio rivendica come “frutto di discernimento comunitario” la scelta di dare “una svolta sostanziale nell’accompagnamento dei percorsi educativi dei nostri fanciulli e ragazzi”, con un maggiore coinvolgimento delle famiglie. Le scelte, si legge, si collocano nel cammino sinodale delle Chiese d’Italia e accolgono l’indicazione di Leone XIV secondo cui l’iniziazione cristiana deve essere un percorso di maturazione, oltre la sola preparazione ai sacramenti.
“Fare apparire tutto ciò come un atto esclusivo dell’Arcivescovo o di alcuni uffici di Curia”, ignorando l’ampia consultazione precedente, significa, per il Consiglio, “distorcere la realtà per perseguire interessi di parte”. La nota ritiene “prive di ogni fondamento” le richieste avanzate da Confimprese, dal suo rappresentante Giovanni Felice e dal Comitato civico “Fede, Economia e Comunità”, tra cui quella di un “corso integrativo o intensivo per il 2027”.
“È l’intera Chiesa di Palermo, in comunione col suo Arcivescovo, ad aver avviato con profonda convinzione il nuovo Progetto Catechistico”, sottolinea il Consiglio, confermando la scelta di un tempo più lungo di preparazione. “Il senso della festa non è la festa in quanto tale ma, appunto, l’incontro con Cristo nella comunità cristiana”. Il Consiglio esclude infine contro-manifestazioni rispetto al sit-in annunciato per il 5 ottobre, richiamando uno “stile ecclesiale di discernimento”.