Ciechi e ipovedenti: Uber, Uici e Fispic insieme per una mobilità più accessibile

Favorire l’autonomia e la partecipazione delle persone cieche e ipovedenti attraverso una mobilità più accessibile. È l’obiettivo della collaborazione tra Uber, Uici-Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e Fispic-Federazione italiana sport paralimpici per ipovedenti e ciechi, presentata ieri a Roma. L’iniziativa prevede che Uber metta a disposizione di Uici e Fispic crediti per gli spostamenti, destinati in particolare alle esigenze legate al lavoro e allo sport, ma utilizzabili anche per appuntamenti medici o amministrativi. Le due organizzazioni gestiranno i crediti attraverso account Uber for Business, sulla base delle necessità delle rispettive comunità. Al progetto si affianca un programma di formazione e sensibilizzazione rivolto ai driver, realizzato con il coinvolgimento diretto di persone cieche e ipovedenti. Materiali informativi e video tutorial forniranno indicazioni sulle modalità di accoglienza, comunicazione e assistenza durante il servizio. La collaborazione prevede inoltre iniziative in ambito sociale, culturale e sportivo, comprese esperienze accessibili in occasione di alcune partite. “Rendere la mobilità uno strumento concreto di autonomia e partecipazione” è la finalità indicata dai promotori. Per Silverio Alviti, presidente Fispic, il percorso, già sperimentato nello sport, può ora sostenere l’autonomia anche nell’ambito lavorativo. Mario Barbuto, presidente nazionale Uici, parla di una collaborazione che può favorire attività e competenze, mentre Uber sottolinea l’importanza dell’ascolto diretto delle persone che vivono quotidianamente le barriere alla mobilità.

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