“Otto secoli hanno profondamente cambiato il mondo. Eppure Francesco è ancora qui. Il tempo
non è riuscito a consegnarlo soltanto alla storia”. Lo scrive, in occasione della Festa di San Francesco, il Minsitri Regionale dell’Ordine Secolare Frabcescano della Sicilia, Carmelo Vitello sottolineando che la la presenza del Poverello d’Assisi “continua a parlare alla Chiesa e ben oltre i suoi confini”. Francesco – scrive – è “divenuto riferimento per la cultura e il pensiero sociale, per la pace, la dignità dell’uomo, la giustizia, la cura del Creato. La sua testimonianza continua a interrogare anche la vita pubblica sui grandi temi della fraternità e del bene comune”.
“Ma Francesco – aggiunge – non sarebbe Francesco senza la sorgente di tutto questo: Cristo. È dal Vangelo accolto e vissuto radicalmente che nascono l’abbraccio al lebbroso, la scelta della povertà, l’incontro con il Sultano, la ricerca della pace e uno sguardo nuovo sull’uomo e sul Creato. Fare memoria di Francesco significa allora lasciare che la sua vita continui a interrogarci, in un tempo ancora segnato dalle guerre, dalle disuguaglianze, dalle solitudini e dalle ferite inferte al Creato. Francesco non ha bisogno di essere reso attuale: lo è già”. Nell’Ottavo Centenario del suo Transito, l’Ordine Francescano Secolare di Sicilia “augura alla Chiesa il coraggio dell’incontro; a chi ha responsabilità nella vita pubblica di custodire sempre la dignità della persona e il bene comune; alle nostre comunità di ricostruire legami; alle nuove generazioni di ricevere una terra custodita e un mondo nel quale la pace sia ancora possibile. E a tutti noi di conservare qualcosa dello sguardo di Francesco: vedere nell’altro un fratello, nel Creato un dono, nella pace una strada da percorrere”.