Esecuzione fallita di Christa Pike: mons. Spalding (Nashville), l’ergastolo “protegge la società evitando di uccidere ancora”

(Foto SIR)

“Ci opponiamo alla pena capitale per la stessa convinzione che ci fa piangere la morte di Colleen: ogni vita umana è sacra”. Lo afferma in un’intervista al Sir mons. J. Mark Spalding, vescovo di Nashville, dopo il fallito tentativo di giustiziare Christa Pike, 50 anni, unica donna nel braccio della morte del Tennessee, condannata per l’omicidio della diciannovenne Colleen Slemmer, commesso nel 1995. Mercoledì 30 settembre, nel carcere di massima sicurezza di Riverbend, due dosi di pentobarbital non sono bastate a uccidere la detenuta; il giorno seguente il governatore Bill Lee ha sospeso le esecuzioni per il resto dell’anno e disposto un’indagine indipendente. I problemi emersi, osserva il presule, “sono sconvolgenti, ma non sorprendono, viste le difficoltà che da anni lo Stato incontra nelle sue procedure”, mentre la mancanza di trasparenza lascia “senza risposta gravi interrogativi”. “Il Tennessee scelga un’altra strada: l’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale, che chiama i condannati per i crimini più efferati a rispondere delle proprie azioni e protegge la società evitando di uccidere ancora”, sostiene mons. Spalding. Difendere la dignità del condannato, precisa, “non attenua la gravità del crimine né giustifica chi lo ha commesso”: il presule assicura la preghiera per Colleen Slemmer e per i suoi familiari, perché trovino “la guarigione interiore e la consolazione che solo Dio può donare”.

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