Le Nazioni Unite hanno stanziato 160 milioni di dollari dal Fondo centrale per la risposta alle emergenze (Cerf) a sostegno di 12 delle crisi umanitarie più sottofinanziate nel mondo. Le risorse, destinate ad Africa, Asia, America Latina e Medio Oriente, puntano a garantire interventi salvavita nell’ambito dell’obiettivo di raggiungere quest’anno 87 milioni di persone con bisogni umanitari particolarmente gravi. Dei nuovi fondi, 150 milioni saranno destinati alle operazioni in Afghanistan (18 milioni di dollari), Burkina Faso (10), Camerun (6), Ciad (9), Cuba (4), Mali (10), Niger (10), Territori palestinesi occupati (18), Somalia (16), Sud Sudan (15), Sudan (16) e Yemen (18). Cinque di queste crisi – Afghanistan, Territori palestinesi occupati, Sud Sudan, Sudan e Yemen – rientrano tra i contesti per i quali il sottosegretario generale dell’Onu per gli Affari umanitari, Tom Fletcher, ha sollecitato un’azione diplomatica urgente per garantire l’accesso agli aiuti. Altri 10 milioni di dollari saranno destinati alle necessità urgenti delle persone con disabilità nei 12 contesti, con l’obiettivo di rendere gli interventi umanitari più accessibili e inclusivi. “Abbiamo 87 milioni di persone da raggiungere e non c’è tempo da perdere”, ha dichiarato Fletcher, sottolineando però che le risorse finanziarie non sono sufficienti senza la volontà politica di garantire l’accesso e rimuovere gli ostacoli agli aiuti. Con questo nuovo stanziamento, i fondi Cerf assegnati nel 2026 raggiungono complessivamente 483 milioni di dollari. Il fondo, gestito dall’Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), è uno degli strumenti più rapidi delle Nazioni Unite per finanziare risposte alle emergenze e alle crisi sottofinanziate. Dal 2005 ha mobilitato circa 10,2 miliardi di dollari in oltre 117 Paesi e territori, a beneficio di centinaia di milioni di persone.