Diocesi: Urbino, rubato un ostensorio con l’Ostia consacrata nella cappella dell’ospedale. Mons. Salvucci, “atto sacrilego”. Domani preghiere di riparazione

“Non siamo dinanzi semplicemente a un furto commesso in un luogo sacro, ma a un atto sacrilego che offende il Signore presente nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia e ferisce profondamente la fede del popolo cristiano”. Lo scrive mons. Sandro Salvucci, arcivescovo di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado, in una lettera ai sacerdoti della diocesi dopo quanto avvenuto giovedì 1° ottobre nella cappella dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Urbino, dove è stato sottratto un ostensorio contenente l’Ostia consacrata e sono stati compiuti “comportamenti irriverenti verso le altre particole”.
Il presule esprime la vicinanza della Chiesa alla comunità ospedaliera, sottolineando come il dolore sia “reso ancora più acuto” dal luogo in cui è avvenuto il sacrilegio: una cappella nella quale malati, familiari e personale sanitario trovano “consolazione, silenzio, preghiera e speranza”. “Dinanzi a un fatto così grave non possiamo limitarci allo sdegno o a reazioni superficiali”, afferma Salvucci, invitando alla preghiera e alla riparazione, a rinnovare la fede nella presenza reale del Signore e a “prestare la massima vigilanza ai luoghi santi”. Il pensiero va anche all’autore del gesto, perché possa riconoscere il male commesso, pentirsi e intraprendere un cammino di conversione.
L’arcivescovo chiede che durante le Messe di domani, domenica 4 ottobre, in tutte le parrocchie, santuari, rettorie e comunità religiose sia inserita una particolare intenzione nella preghiera dei fedeli e sia recitata, prima della benedizione finale, una preghiera di riparazione. Auspica inoltre un’ora di adorazione eucaristica in ogni comunità nella prossima settimana. Nei luoghi dell’adorazione perpetua di Santo Spirito e del Santuario del Sacro Cuore, la preghiera di riparazione sarà recitata al termine di ogni turno per un mese.

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