“Le difficoltà economiche e l’impatto del conflitto continuano a devastare la vita dei bambini e delle famiglie in Libano”. Lo afferma la direttrice generale dell’Unicef, Catherine Russell, al termine di una missione nel Paese, chiedendo interventi urgenti per proteggere i minori e porre i loro diritti al centro della ripresa. Dal 2 marzo 2026 almeno 261 bambini sono stati uccisi e 1.056 feriti. Circa 436 scuole sono state danneggiate o distrutte, lasciando circa 100mila bambini a rischio di rimanere senza un’aula.
Russell ha visitato il Libano meridionale e Beirut, incontrando famiglie segnate dalla violenza e dagli sfollamenti. In un centro di accoglienza a Tiro ha parlato con persone fuggite dalle proprie case, alcune più volte, e con bambini che non sanno quando potranno tornare nelle abitazioni e nelle scuole danneggiate. “I bambini in Libano hanno vissuto anni di crisi che si sono susseguite una dopo l’altra. Non possono permettersi di perdere altro della loro infanzia. Investire nei bambini è la strada migliore verso la ripresa”, ha dichiarato.
A Beirut, negli incontri con il presidente Joseph Aoun, il premier Nawaf Salam e la ministra degli Affari sociali Haneen Sayed, Russell ha ribadito la necessità di garantire salute, istruzione e protezione. L’Unicef sostiene bambini feriti e famiglie sfollate, distribuisce beni essenziali nei centri di accoglienza e nelle strutture sanitarie e favorisce l’accesso all’istruzione e al sostegno psicosociale, collaborando con il governo e i partner per rafforzare i servizi nazionali.