Lettonia: oggi al voto per rinnovare il Parlamento, tra sicurezza nazionale, minaccia russa e caro-vita

Lettonia alle urne oggi, 3 ottobre 2026, per scegliere i 100 membri del Saeima, il Parlamento nazionale. I seggi elettorali si sono aperti regolarmente alle ore 8:00 locali (le 7:00 in Italia) e staranno aperti fino alle 20 di oggi. Alle 12 di oggi, l’affluenza è del 16% circa, sommando i voti anticipati. I lettoni devono scegliere fra i candidati sparsi nei 14 partiti sulla scheda. Il premier uscente Andris Kulbergs, che guidava un’alleanza di centrodestra, cerca la riconferma. Ma il Paese vive uno stato di apprensione geopolitica ed economica, dominato dalla questione della sicurezza nazionale e della minaccia russa, perché resta fermamente schierato a favore di Kiev. I russofoni costituiscono circa il 35% degli abitanti della Lettonia. Tuttavia, questo elettorato non si presenta più come un blocco unito a sostegno del partito socialdemocratico filo-russo Harmony (Armonia), che oggi però rischia di rimanere fuori dal Parlamento. Nei media legati alla Federazione Russa la critica alle politiche di Riga tornano sulla questione del 9% della popolazione russofona che rientra nello status di “non cittadini” (principalmente persone di etnia russa che non hanno ottenuto o richiesto la cittadinanza lettone) e non ha il diritto di partecipare a questa consultazione elettorale: per le testate russofile questa è considerata una “violazione sistematica dei diritti umani” e accusano i partiti della coalizione di governo lettone di utilizzare lo spauracchio della “minaccia russa” e della sicurezza nazionale al solo scopo di distogliere l’attenzione pubblica dai problemi economici interni. Si criticano anche le riforme che hanno progressivamente eliminato l’uso del russo nell’istruzione pubblica e negli spazi istituzionali, come “assimilazione forzata” ed eradicazione dell’identità russa nei Paesi baltici. Nei media occidentali invece i temi che tornano sono la divisione del panorama politico lettone, per cui l’esito delle urne renderà estremamente complessala formazione del governo, l’inflazione e il caro-vita come fattori di influenza sulla scelta elettorale.  E si guarda ai rischi di attacchi informatici e campagne di disinformazione russe mirate a destabilizzare il voto.

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