Striscia di Gaza: Ocha-Onu, quasi un milione di sfollati a rischio alluvioni; aiuti insufficienti e servizi essenziali sotto pressione

(Foto Un News)

Nella Striscia di Gaza la situazione umanitaria resta critica. A denunciarlo è l’ultimo rapporto dell’United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (Ocha), che segnala il protrarsi di raid aerei, bombardamenti e colpi d’arma da fuoco israeliani, con vittime civili, mentre incursioni militari, demolizioni e lo spostamento della cosiddetta “Yellow Line” accrescono il rischio di nuovi sfollamenti. Secondo il Ministero della Salute di Gaza, tra il 29 settembre e il 12 ottobre sono stati uccisi 57 palestinesi e 319 sono rimasti feriti. Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco dell’ottobre 2025, il bilancio è salito a 1.493 morti e 5.299 feriti. La situazione degli sfollati è particolarmente allarmante. Ocha stima che circa 950 mila persone vivano in siti a rischio medio o alto di inondazione in vista della stagione delle piogge, di cui oltre 400 mila in aree ad alto rischio. Le scorte disponibili consentirebbero di assistere solo il 18% delle 294.250 famiglie che necessitano di interventi per affrontare l’inverno. Più di 44 mila persone vivono inoltre in oltre 2.300 edifici strutturalmente insicuri. Anche la sicurezza alimentare continua a peggiorare. La produzione giornaliera di pasti cucinati è scesa del 12%, passando da 695mila a circa 614mila pasti al giorno, a causa della carenza di fondi. Con il 90% della popolazione dipendente dagli aiuti alimentari, il World Food Programme (Wfp) riferisce che il 44% delle famiglie intervistate è andato a dormire affamato almeno una volta nell’ultimo mese, mentre il 45% ha esaurito completamente le scorte di cibo almeno una volta nello stesso periodo. Sul fronte sanitario, la mancanza di carburante, olio per generatori, pezzi di ricambio e medicinali continua a minacciare servizi vitali come dialisi, cure oncologiche e assistenza ai malati cronici. Le malattie trasmissibili rappresentano il 18,6% delle visite mediche registrate tra il 4 e il 10 ottobre. Preoccupante anche la crisi idrica: la produzione di acqua potabile tra il 6 e il 12 ottobre è diminuita del 34% rispetto a metà settembre, a causa di guasti alle condotte, interruzioni elettriche e scarsità di materiali. Undici organizzazioni umanitarie hanno avvertito di poter sospendere nei prossimi mesi le attività di distribuzione dell’acqua, con ripercussioni su 360 siti. Sul piano sociale, Ocha segnala che una famiglia su quattro è oggi guidata da una donna, il doppio rispetto a tre anni fa, mentre circa 200 mila bambini sono privi di accesso a percorsi educativi strutturati. Nel rapporto si evidenziano inoltre crescenti bisogni delle famiglie guidate da donne e persistenti rischi di protezione per minori e sfollati.

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