Cisgiordania: Onu, proteggere i contadini palestinesi durante la raccolta delle olive

Garantire ai contadini palestinesi l’accesso sicuro alle proprie terre e proteggerli dalle violenze, dalle intimidazioni e dalle restrizioni. È l’appello rivolto a Israele da esperti delle Nazioni Unite in occasione dell’avvio della raccolta annuale delle olive in Cisgiordania occupata. Gli esperti denunciano minacce ai mezzi di sussistenza, ai diritti culturali e alla sicurezza alimentare delle comunità palestinesi. Durante la raccolta del 2025 sono stati documentati 178 attacchi di coloni collegati alla campagna olearia, in 88 località, con oltre 6.000 alberi e giovani piante danneggiati. A destare preoccupazione sono anche gli ordini emessi nel settembre 2026 dalle autorità militari israeliane per rimuovere la vegetazione da circa 339mila metri quadrati di terreni agricoli palestinesi, comprese aree coltivate a ulivi nelle zone di Jenin, Qabatiya e Beit Rima. Secondo gli esperti, l’eventuale sradicamento degli alberi comprometterebbe non soltanto il raccolto, ma anche il reddito delle famiglie, le tradizioni agricole e l’autonomia alimentare delle comunità. A pesare ulteriormente sono le restrizioni all’accesso ai terreni e le difficoltà nell’ottenere i permessi necessari. Gli esperti chiedono a Israele di adempiere agli obblighi previsti dal diritto internazionale e alla comunità internazionale, in particolare agli Stati più influenti, di esercitare pressioni per proteggere i civili e garantire l’accertamento delle responsabilità per le violazioni dei diritti dei palestinesi.

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