Immigrazione: De Marco e Varisco (Caritas e Migrantes), calano gli sbarchi ma previsioni demografiche “preoccupanti”. “Servono soluzioni strutturali sostenibili”

Dal 2023 c’è stato un calo del 57% degli sbarchi in Italia, in continua diminuzione. “E’ frutto delle politiche internazionali ed europee, delle scelte di contenimento della migrazione e delle frontiere”. Lo ha detto oggi a Roma Manuela De Marco, di Caritas italiana, curatrice insieme a Simone Varisco, di Fondazione Migrantes, del XXXV Rapporto Immigrazione presentato alla Pontificia Università Urbaniana. “La lettura traversale dei dati istituzionali – ha precisato De Marco – è un tentativo di portare avanti soluzioni strutturalmente sostenibili”, anche se quest’anno, per la prima volta, “purtroppo non ci sono stati forniti i dati cruciali”. Tra le cifre contenute nel Rapporto i 1330 morti in mare registrati nel 2025, oltre 26.000 dal 2014”. A guadagnare dalla chiusura delle frontiere, ha denunciato De Marco, sono “i trafficanti che hanno perfezionato gli stili illeciti della loro azione. Più la rotta è difficile più il costo della migrazione è alto e oscilla da 7500 euro a 18.000 euro”. Nel mondo sono 304 milioni i migranti, raddoppiati dal 1990, tra cui  117,8 milioni di migranti forzati in fuga per motivi di protezione. I Paesi che ricevono più migranti forzati sono Colombia, Germania, Turchia, Uganda. Riguardo all’Italia e alla presenza oramai stabile di 5,6 milioni di residenti stranieri, De Marco ha ricordato che le “previsioni demografiche sono molto preoccupanti:  Da inizio secolo abbiamo perso 2 milioni di persone in età attiva e in futuro non sarà garantita la tenuta del sistema produttivo e sociale, perché mancando i giovani viene meno la rete di servizi”. Entro il 2044 è prevista una spesa pensionistica del 17% del Pil, inoltre, “anche gli immigrati invecchiano. Gli over65 sono passati in dieci anni dal 3,7% al 6,9%”. Sul fronte criminalità, ha evidenziato, non si sa che “i detenuti stranieri sono in calo del 2% ma li teniamo in carcere per reati meno gravi, quindi più che di pericolosità bisogna parlare di disagio sociale”. Simone Varisco, della Fondazione Migrantes, ha illustrato i vari approfondimenti del Rapporto sottolineando, tra l’altro, che “in un tempo che si parla di revoca della cittadinanza anche in chi l’ha acquisita vogliamo dire cosa significa non avere una cittadinanza” o raccontare fenomeni meno conosciuti come “i ricatti sociali, anche sulle baby sitter”

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