Ucraina: S.B. Shevchuk su negoziati pace, “distinguere tra il contenimento di un aggressore ingiusto e la costrizione della vittima a fare concessioni”

“Pur accogliendo con gratitudine gli sforzi di mediazione volti a porre fine alla guerra, è di cruciale importanza distinguere tra il contenimento di un aggressore ingiusto e la costrizione della vittima a fare concessioni”. Lo puntualizza Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk nel suo video messaggio settimanale, a proposito dei diversi tentativi in atto per porre fine all’aggressione russa su vasta scala in Ucraina. “I nostri amici della comunità internazionale devono comprendere: la dipendenza dell’Ucraina dagli aiuti non dà a nessuno il diritto morale di disporre del suo futuro senza la partecipazione degli ucraini stessi”, aggiunge. “Non si può cancellare la netta distinzione tra lo Stato aggressore e il popolo che ha diritto a difendersi. Negli sforzi internazionali volti a porre fine a qualsiasi guerra, e in particolare alla guerra russa contro l’Ucraina, non si può contrapporre la pace alla giustizia”. Se dunque da una parte “noi ucraini, sentendo parlare di negoziati, incontri e vari accordi, non dobbiamo subito percepirli come un tradimento”, “dall’altro lato, non si può chiamare pace qualsiasi accordo proclamato, se esso non si fonda su principi morali”. E il principio-guida è che “non c’è pace senza giustizia, specialmente giustizia verso la vittima innocente”. Altro punto sollevato dall’arcivescovo maggiore è il “diritto morale degli ucraini a “partecipare alle decisioni e ai negoziati che determinano il loro futuro”. “L’Ucraina è un soggetto di diritto internazionale e non può essere ridotta a merce di scambio, specialmente quando qualcuno è guidato da interessi diversi dalla protezione delle vittime innocenti nel nostro Paese. L’Ucraina ha una propria soggettività e non è oggetto di interessi altrui”. Da qui un appello alla comunità internazionale: “Oggi è di vitale importanza non ridurre la tragedia ucraina al valore delle risorse o alla comodità di un compromesso politico!”.

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