Province: Mattarella, “metter fine alla transizione incompiuta”

(Foto Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione)

“Le Province hanno vissuto nel decennio passato un travaglio. Era stato avviato un percorso che doveva portare a un nuovo modello, in cui Regioni e Comuni fossero le istituzioni maggiori del governo locale e della rappresentanza territoriale, facendo declinare le Province verso ruoli e responsabilità residuali. Il processo è stato interrotto – com’è stato rammentato poc’anzi – da un giudizio sfavorevole del corpo elettorale, ma non si è data poi attuazione coerente a quella decisione. L’inerzia del legislatore ha lasciato la Provincia nel guado”. Lo ha affermato oggi pomeriggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla 39ª Assemblea annuale delle Province d’Italia.
“La criticità – ha spiegato il Capo dello Stato – non sta soltanto nell’incertezza del ruolo dell’istituzione Provincia, perché questa condizione si riverbera sul servizio che essa può rendere ai cittadini, ai territori che circondano i centri urbani capoluogo, alle aree interne e montane che sono più lontane dalle grandi infrastrutture dei trasporti, ai Comuni medi e piccoli che hanno bisogno di supporto e di coordinamento per assolvere appieno ai loro compiti. Né va sottovalutato il tema della identità territoriale: a lungo la provincia è stata – e per molti aspetti lo è pienamente tuttora – una dimensione di riferimento”. “Lo è per la stessa collocazione organizzativa dell’articolazione sul territorio dei servizi dello Stato, oltre che per la pianificazione territoriale”, ha proseguito Mattarella, per il quale “il vuoto prodotto rischia di assumere un rilievo sempre crescente, intaccando potenzialità presenti in tanti territori e incidendo sugli stessi diritti dei cittadini che li abitano”. “Occorre metter fine alla transizione incompiuta, occorre fare uscire questa istituzione – ripeto – dal ‘limbo’”, ha ammonito il presidente, secondo cui “va aggiunto che la pari dignità sottolineata dalla Costituzione con i Comuni, le Città metropolitane, le Regioni e lo Stato si riflette sulla necessità del carattere democratico degli organi di governo delle Province. Questo tema non può più essere rimandato o accantonato”.

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