Un attacco russo con un drone ha colpito e danneggiato la facciata del centro di supporto umanitario e psicologico della Caritas-Spes a Odessa. L’attacco è avvenuto durante un raid diurno il 10 ottobre. Il drone ha distrutto la parte anteriore dell’edificio che ospita il centro, costringendo alla temporanea sospensione delle sessioni psicologiche e delle attività di supporto per consentire i lavori di riparazione. Non si registrano feriti tra i visitatori e il personale, scampati alle conseguenze peggiori perché l’impatto è avvenuto poco dopo l’uscita delle persone dalla struttura. Nel dare la notizia, Caritas-Spes scrive: “Centro città, fine settimana. I bambini stanno giocando per strada, i genitori si stanno riposando, i nostri psicologi hanno completato un incontro con un gruppo di veterani. Alle 18.07, tutto si ferma con un’esplosione. Fortunatamente, non ci sono vittime tra i colleghi e i vicini”. I danni, però, sono ingenti. “Le grandi finestre sono state distrutte, le porte sono state spaccate. Il nostro Spazio ha bisogno di tempo per riprendersi, ma non vogliamo chiudere per molto tempo. In un paio di giorni, lezioni individuali e alcune sessioni di gruppo torneranno”.
Caritas international di Caritas Germania condanna con fermezza l’attacco dei droni russi alla struttura di Caritas-Spes di Odessa. “Siamo sconvolti da questa azione insensata a Odessa, che avrebbe potuto quasi portare a una catastrofe con numerose morti. È insopportabile”, afferma Oliver Müller, responsabile di Caritas international. Solo pochi minuti prima che il drone colpisse l’edificio, persone in cerca di aiuto e dipendenti di Caritas-Spes erano ancora riuniti per una consulenza. Il centro Caritas è stato gravemente danneggiato dall’onda d’urto dell’esplosione. “Questo approccio di prendere di mira le infrastrutture civili e gli edifici viola le leggi di guerra e deve assolutamente cessare”, afferma ancora Müller. L’episodio mostra ancora una volta le condizioni in cui vivono le persone e gli operatori umanitari in Ucraina. “Il nostro più grande rispetto va ai colleghi di Caritas, ma anche ad altre organizzazioni umanitarie, per non aver mai smesso di aiutare il popolo in Ucraina in questi tempi pericolosi. Richiede un’energia infinita”, dichiara Müller. Da qui l’appello di Caritas: “È più importante che mai che l’aiuto di Caritas continui – anche in vista del prossimo inverno, in cui le infrastrutture civili di elettricità, acqua e riscaldamento dovrebbero tornare a essere bersaglio di attacchi russi”.