Famiglia: Acli Liguria, il 48,2% non detrae spese per i figli. A Genova si sale al 76,2% tra i redditi più bassi

In Liguria il 48,2% delle famiglie con figli non porta in detrazione spese per asili nido, istruzione, università, attività sportive e strumenti compensativi per i disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa), contro il 38,4% della media nazionale. A Genova la quota è del 41,8%, ma sale al 76,2% tra i nuclei appartenenti alla fascia di reddito più bassa: 99 su 130 non presentano nessuna delle detrazioni considerate. È quanto emerge dalla ricerca Iref, l’Istituto di ricerche educative e formative delle Acli, sui dati delle dichiarazioni dei redditi raccolti attraverso i Caf Acli, presentata oggi da Acli Genova in occasione della conclusione del progetto “Iniziamo dalla Famiglia”, sostenuto da Fondazione Carige.
L’indagine evidenzia anche il legame tra condizioni lavorative e spese per i figli. In Liguria non beneficia di nessuna delle detrazioni considerate il 43% dei nuclei con un lavoratore stabile, quota che sale al 58% tra i lavoratori con più occupazioni e all’81% tra gli intermittenti o precari. Il reddito medio da lavoro dipendente rilevato in regione nel 2025 è di 26.065 euro, contro i 29.346 euro della media nazionale. “Questi dati mostrano quanto reddito e qualità del lavoro incidano sulla vita quotidiana delle famiglie e sulle opportunità che riescono a costruire per i propri figli”, ha sottolineato Davide Lottero, presidente di Acli Genova, richiamando la necessità di partire dai bisogni concreti per costruire risposte di ascolto e accompagnamento.
Il progetto “Iniziamo dalla Famiglia”, avviato nel 2026 per sostenere la genitorialità e promuovere una cultura della natalità, ha attivato un presidio di prossimità nel Centro storico genovese. Nei primi cinque mesi di attività, fino al 31 luglio, il Punto Acli Famiglia di vico Falamonica ha preso in carico 224 persone, soprattutto per richieste relative a sostegni economici, lavoro, disabilità e accesso ai servizi. Le iniziative territoriali hanno inoltre coinvolto 50 bambini nelle attività ludiche pomeridiane e 47 coppie di genitori in percorsi dedicati all’ascolto attivo. Il progetto ha costruito una rete con 50 dirigenti e coordinatori, cinque Ambiti territoriali sociali e referenti comunali, rafforzando i collegamenti con scuole e servizi locali.

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