Sono oltre 50 le realtà che hanno aderito all’appello di Libera “Fuori le mafie dalla nostra città”, con la convocazione della manifestazione cittadina prevista per domani, 14 ottobre, alle ore 18, in Piazza Malatesta a Roma. Associazioni, sindacati, istituzioni, realtà studentesche e gruppi scout saranno presenti in piazza per dire basta all’escalation di violenza che sta colpendo la Capitale, in particolare il quadrante Est: negli ultimi due mesi sono stati almeno sette gli ordigni esplosi tra la Casilina, Don Bosco, Centocelle e San Basilio, prendendo di mira attività commerciali ed esercizi pubblici.
“Oggi la città – scrive Libera in una nota – assiste a un’escalation di violenza dei clan. Solo per fortuna non ci sono ancora state vittime, ma l’incolumità di chi abita i nostri quartieri è continuamente messa a rischio”. Secondo chi indaga, è in corso una vera e propria guerra per il controllo del territorio e delle piazze di spaccio, esplosa nel vuoto lasciato dagli arresti degli ultimi anni che hanno colpito diversi clan storici della Capitale.
Le bombe esplose nelle strade dei nostri quartieri, sottolinea l’associazione, non vanno lette solo con una lente territoriale: serve uno sguardo più ampio, capace di illuminare anche gli aspetti meno visibili del modo in cui le mafie agiscono a Roma. Oggi le mafie sono diventate una presenza endemica nel tessuto economico e sociale della città, sostenute da una rete di professionisti non affiliati ma collusi. È la cosiddetta “zona grigia”, indicata dalla stessa Procura generale di Roma come elemento centrale del sistema criminale capitolino, capace di facilitare gli affari illeciti, aprire porte e rendere possibile ciò che altrimenti non lo sarebbe.
“Non serve la solita retorica dei quartieri blindati o la speculazione sul degrado: servono più comunità, servono scuole aperte, presidi di salute, cultura e lavoro dignitoso”, prosegue la nota di Libera. “Questi quartieri non appartengono alle mafie, ma a chi li vive, ci lavora e ci cresce”. L’appuntamento di domani in piazza nasce proprio per lanciare un segnale chiaro e unitario di riscatto e di vera sicurezza sociale.