“Vogliamo davvero imitare i terroristi di questo mondo e fare uno spettacolo pubblico dell’uccisione barbara dei nostri avversari?”. È la domanda che pone mons. Timothy P. Broglio, arcivescovo dell’Ordinariato militare degli Stati Uniti, in una dichiarazione diffusa ieri per esprimere la propria “disapprovazione” per la proposta di trasmettere in diretta streaming l’esecuzione di Nidal Malik Hasan, condannato a morte per la strage nella base militare texana. Il presule, che fa propria la dichiarazione dei vescovi del Texas, rinnova anzitutto “la sentita vicinanza alle famiglie e agli amici di quanti sono morti nell’attacco di Fort Hood”, un attacco che “ha ignorato la dignità della persona umana”. Ribadisce poi “l’opposizione della Chiesa cattolica alla pena capitale”: “Il Catechismo era già chiaro e Papa Francesco lo ha reso ancora più esplicito”. “Il crimine commesso da Nidal Malik Hasan è stato efferato – osserva – ma a che cosa serve esporre il pubblico alla sua esecuzione?”. L’arcivescovo richiama il “trauma morale” che potrebbero subire i componenti del plotone d’esecuzione e gli effetti della diretta sui più giovani, e si domanda se abbia davvero senso accomunare le forze armate statunitensi ai terroristi “trasmettendo al mondo intero l’immagine dell’esecuzione di un uomo in sedia a rotelle”. Broglio esorta “tutti gli uomini e le donne di buona volontà” a sollecitare un ripensamento della decisione e impone ai cattolici assegnati al plotone di “chiedere di essere esonerati da questa azione contraria all’insegnamento della Chiesa”, come farebbe, precisa, “nel caso di un aborto procurato”.