Al card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, è stato conferito ieri il Premio De Sanctis per i diritti umani 2026, nel corso di una cerimonia al Palazzo di Giustizia di Roma alla quale ha partecipato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A introdurre la consegna sono stati Pasquale D’Ascola, primo presidente della Corte di cassazione, Margherita Cassano, primo presidente emerito della Corte e presidente del Premio, Francesco De Sanctis, presidente della Fondazione De Sanctis, e Gianni Letta, presidente del Premio. Nel suo intervento D’Ascola ha indicato Gerusalemme come uno dei luoghi in cui la storia concentra con particolare intensità le contraddizioni e le speranze dell’umanità, città sacra alle tre grandi religioni, spazio di incontro e di divisione. In una terra segnata da una tragedia di proporzioni sconvolgenti, il porporato ha saputo offrire, ha sottolineato, una “testimonianza di straordinario valore morale e umano”, levando la propria voce contro la violenza e la disumanizzazione senza mai contrapporre una sofferenza all’altra. D’Ascola ha ricordato il “barbaro attacco terroristico del 7 ottobre”, ferita profonda per il popolo israeliano, e le sofferenze della popolazione palestinese, con la morte di tanti innocenti, soprattutto bambini. Il Premio è stato assegnato anche ai fotoreporter dell’Agence France-Presse e a Cucine popolari di Bologna, mentre menzioni speciali sono andate all’Iis “Giorgi-Woolf” e all’Ic “Melissa Bassi” di Roma.