Cinema: Roma, annuncio dell’assessore Smeriglio, a breve un bando per trasformare le sale chiuse in luoghi di cultura e socialità

“Stiamo per pubblicare un bando di primaria importanza basato sull’idea dei “terzi luoghi”, nel quale metteremo a disposizione risorse concrete. Ci rivolgiamo ai proprietari, agli esercenti o a chi ha titolo per gestire le sale, dicendo: “Investi insieme a noi”. L’obiettivo è trasformare questi spazi in luoghi d’incontro dove, accanto alla funzione principale che rimane il cinema, trovino spazio il teatro, la letteratura e le sale studio — proponendo quindi un’offerta integrata e prevalentemente culturale”. Queste le parole di Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura e al coordinamento delle iniziative riconducibili alla giornata della memoria di Roma Capitale, intervenuto alla Casa dell’Architettura, per il convegno “I cinema della comunità – Quando la socialità era una questione di prossimità”, promosso dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia per approfondire il tema delle Sale della Comunità: nate per lo più come sale parrocchiali, si stanno trasformando in presìdi culturali e centri polifunzionali aperti alla città. Il tema è particolarmente urgente a Roma, dove negli ultimi anni hanno chiuso oltre 101 sale, dal centro storico alle periferie.
“Le ragioni per cui molte sale hanno chiuso negli ultimi trent’anni sono molteplici e complesse”, ha detto Smeriglio, “spaziano dalle dinamiche speculative e dalla rendita immobiliare, fino ai cambiamenti nelle abitudini delle persone e all’avvento delle piattaforme streaming, che spesso ci “rapiscono” sul divano di casa. I tasti da toccare sono molti, ma Roma sta andando con decisione in questa direzione”. Lo dimostrano i cantieri e gli interventi in corso al Cinema Rialto che sarà gestito dal Comune. Tra due mesi il Teatro Elsa Morante al Laurentino 38. Senza dimenticare l’ampliamento dell’infrastruttura culturale diffusa con biblioteche, aule studio e poli civici, che passeranno da 40 a 80 entro la fine della consiliatura. “Roma Capitale è al lavoro sul serio per garantire a tutta la città — dalle borgate ai rioni, fino ai singoli quartieri — un’offerta culturale capillarmente disseminata su tutto il territorio”.

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