Oltre 217mila persone sono state costrette a lasciare le proprie case in Yemen dall’intensificarsi dei combattimenti sulla costa occidentale, mentre continuano ad aumentare gli arrivi di migranti in cerca di lavoro e di un futuro migliore. È il quadro tracciato dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Secondo i dati dell’organizzazione, dall’inizio del 2026 sono entrati nel Paese 134.100 migranti, il 22% in più rispetto all’intero 2025 e oltre il doppio dei 60.897 registrati nel 2024. A rendere ancora più drammatica la situazione è la recente morte in mare di oltre 139 persone, tra cui bambini, al largo di Gibuti, mentre erano dirette verso lo Yemen. “In Yemen, le famiglie sono disperate e cercano di fuggire dalle proprie case a causa del conflitto, mentre i migranti continuano ad attraversare il Paese in cerca di un futuro migliore. Entrambi affrontano viaggi pericolosi”, ha dichiarato la direttrice generale dell’Oim, Amy Pope. Il 55% degli sfollati si trova nel governatorato di Taiz, dove molti insediamenti sono inaccessibili a causa dei combattimenti. Altri 45.390 sfollati sono nel governatorato di Lahj e 26.112 ad Aden. La maggior parte dei migranti proviene dal Corno d’Africa e spera di raggiungere i Paesi del Golfo, ma lungo il percorso rischia violenze, sfruttamento e abusi. L’Oim chiede una cooperazione urgente tra i Paesi interessati per contrastare i trafficanti e aprire vie di migrazione sicure e regolari, oltre a maggiori finanziamenti per gli interventi umanitari.