Parlamento Ue: mozione di censura a Von der Leyen. Gruppi politici in ordine sparso. Il voto giovedì

(Strasburgo) Il dibattito seguito alla presentazione della mozione di censura nei confronti di Ursula von der Leyen e della Commissione europea, in apertura della plenaria del Parlamento Ue in corso a Strasburgo, ha visto alternarsi i rappresentanti degli otto gruppi parlamentari, espressione di tutte le posizioni politiche. I deputati si esprimeranno il prossimo 10 luglio, visto che, come previsto dal regolamento, è necessario che trascorrano 48 ore fra il dibattito e il voto. Come sottolineato da più interventi, difficilmente passerà la sfiducia alla presidente e al suo esecutivo: è necessaria, infatti, la maggioranza dei due terzi. I vari capigruppo hanno illustrato le motivazioni delle loro scelte, spiegando anche la decisione, per diversi partiti, di lasciare libertà di voto. La mozione di censura ha messo in evidenza molte contraddizioni e la difficoltà di tenere insieme le diverse anime parlamentari (lo stesso gruppo dei Conservatori, da cui proviene la mozione, è spaccato al suo interno). Voteranno per la sfiducia a Von der Leyen gruppi che, di fatto, hanno contribuito a eleggerla presidente, mentre non la voteranno partiti che, lo scorso anno, non ne hanno appoggiato la riconferma al vertice della Commissione. I due gruppi più rappresentativi, i popolari del Ppe e la sinistra dei Socialisti e democratici, hanno annunciato che non sosterranno la mozione. Il Ppe perché è il partito della Von der Leyen. S&D per non appoggiare un’iniziativa dell’estrema destra, sebbene il gruppo sembri essere intenzionato ad astenersi, per dare un segnale forte alla Commissione, alla quale chiedono la conferma di un progetto politico che sia veramente europeo.

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