“Vorrei esprimere la mia riconoscenza per gli sforzi dei Servizi di intelligence italiani anche nel garantire la sicurezza della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano”. È l’omaggio del Papa, nel discorso rivolto ai dirigenti e funzionari dell’intelligence italiana, ricevuti in udienza nell’Aula della Benedizione. “Sono ben consapevole del ruolo delicato e della responsabilità a cui siete chiamati”, ha detto Leone XIV, ricordando “quei vostri colleghi che hanno perso la vita in missioni delicate, svolte in contesti difficili”: “la loro dedizione non è consegnata forse ai titoli dei giornali, ma è viva nelle persone che hanno aiutato e nelle crisi che hanno contribuito a risolvere”. Il Pontefice ha espresso inoltre “gratitudine per la collaborazione con la Gendarmeria, con il Vaticano, la Santa Sede, in tanti servizi, dove veramente questa capacità e possibilità di servire gli altri si fa realtà grazie alla buona collaborazione con voi”. “Vi incoraggio a portare avanti il vostro lavoro avendo sempre di mira il bene comune, imparando a valutare con giudizio ed equilibrio le diverse situazioni che si pongono davanti a voi e restando saldamente ancorati a quei principi giuridici ed etici che mettono al di sopra di tutto la dignità della persona umana”, l’augurio finale.