Leone XIV: all’intelligence italiana, “lavoro impegnativo che rischia di essere strumentalizzato”

“Desidero anzitutto manifestare il mio apprezzamento per il lavoro che svolgete, che richiede competenza, trasparenza e insieme riservatezza”. È il saluto del Papa ai dirigenti e funzionari dell’intelligence italiana, ricevuti in udienza nell’Aula della Benedizione, in occasione del centenario della nascita del Servizio preposto all’attività di intelligence in Italia. “Correva l’anno 1925 quando fu istituito il Servizio Informazioni Militare e furono poste le basi per costruire un sistema più coordinato ed efficace, a tutela della sicurezza dello Stato”, ha ricordato Leone XIV, sottolineando che il lavoro di intelligence “vi investe della grave responsabilità di monitorare costantemente i pericoli che potrebbero affacciarsi sulla vita della nazione, per contribuire soprattutto alla tutela della pace”. “Si tratta di un lavoro impegnativo, che anche per la sua riservatezza spesso corre il rischio di essere strumentalizzato, ma che è di grande importanza per cogliere in anticipo eventuali scenari pericolosi per la vita della società”, l’omaggio del Pontefice.

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