Pasqua: mons. Sanguineti (Pavia), “testimoniare e annunciare primato vita su morte, pace su guerra, amore che accoglie su indifferenza che esclude”

Guerre e violenze, attentati terroristici, naufragi con morti e dispersi nel Mediterraneo, nella laica e moderna Francia votato il ricorso all’aborto come diritto legato alla libertà delle donne. Parte dall’attualità, nel suo editoriale per Pasqua pubblicato su “Il Ticino”, il vescovo di Pavia, mons. Corrado Sanguineti.
“Certo – osserva il presule – non tutti si rassegnano all’ineluttabilità della guerra, come strumento di risoluzione dei conflitti: mentre Papa Francesco alza la sua voce per la pace, non mancano uomini e donne, di differente ispirazione ideale, impegnati a sostenere percorsi che possano condurre alla pace. Consapevoli che, per non diventare una parola vuota, la pace deve essere fondata sulla giustizia, sul rispetto dei diritti delle persone e dei popoli, sulla libertà dei soggetti e delle formazioni sociali, sulla verità dell’uomo, sull’amore che promuove il bene”.
Così “come, di fronte al fenomeno delle migrazioni, che chiede d’essere affrontato con uno sguardo attento al bene delle persone, molti si attivano non solo per soccorrere chi rischia la vita nelle traversate per mare e per terra, ma per realizzare esperienze positive di accoglienza e d’integrazione, anche nel nostro territorio, che facciano percepire la risorsa e la ricchezza di queste presenze nel nostro Paese e nel nostro continente, segnati dal drammatico calo delle nascite e da una preoccupante rinuncia ad abitare il presente e il futuro con speranza”.
Inoltre “di fronte all’aborto sbandierato come un diritto e alla promozione del suicidio assistito o di forme sottili d’eutanasia, di fronte ai toni retorici di chi parla di nuove ‘conquiste di civiltà’, si alzano voci fuori dal coro: il Papa spesso ricorda che la vita deve sempre prevalere sulla sua soppressione, i vescovi francesi hanno ribadito che non esiste il diritto a sopprimere una vita (o ad aiutare a morire), anche in campo laico si manifestano interrogativi e timori su questa china di morte, che sembrano prendere le nostre società del benessere. Ci sono esperienze belle, anche tra noi, di accoglienza della vita nascente, di accompagnamento di madri in difficoltà, di cura e di sostegno a persone in condizione di fragilità o di solitudine”.
Il vescovo evidenzia: “Se non chiudiamo gli occhi davanti a queste sfide, noi cristiani, proprio celebrando la Pasqua di morte e di risurrezione di Cristo, riscopriamo il compito e la passione di un grande lavoro educativo, per testimoniare e annunciare instancabilmente il primato della vita sulla morte, della pace sulla logica disumana della guerra, dell’amore che accoglie sull’indifferenza che esclude”. Mons. Sanguineti conclude: “Siamo testimoni di un seme di bene che è già stato piantato, definitivamente, nel mondo, di germogli di vita che crescono silenziosamente e tenacemente: Gesù è il Dio della vita e non della morte. È talmente il Dio della vita che è addirittura risorto e ora vive. Buona Pasqua a tutti!”.

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