Papa Francesco: serve “conversione ecologica” per “salvare la nostra casa comune e salvaguardare la vita delle generazioni future”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Un contributo qualificato per riconoscere il grande valore della saggezza dei popoli nativi e favorire uno sviluppo umano integrale e sostenibile”. Così il Papa, nel discorso preparato per l’udienza ai partecipanti all’Incontro promosso dalle Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze Sociali sul tema “Indigenous Peoples’ Knowledge and the Sciences. Combining knowledge and science on vulnerabilities and solutions for resilience”, in corso in Vaticano fino a domani – letto da padre Pierluigi Giroli – definisce tale iniziativa. Secondo Francesco, si tratta di “un’opportunità per crescere nell’ascolto reciproco: ascoltare le popolazioni indigene, per imparare dalla loro sapienza e dal loro stile di vita, e nello stesso tempo ascoltare gli scienziati, per imparare dai loro studi. Inoltre, questo seminario di studio lancia un messaggio ai governi e alle organizzazioni internazionali, perché riconoscano e rispettino la ricchezza della diversità all’interno della grande famiglia umana”. “Nel tessuto dell’umanità ci sono culture, tradizioni, spiritualità, lingue differenti che hanno bisogno di essere protette, perché la loro perdita costituirebbe per tutti noi un impoverimento della conoscenza, dell’identità, della memoria”, il monito del Papa: “Per questo è necessario che i progetti di ricerca scientifica, e dunque gli investimenti, siano orientati sempre più decisamente alla promozione della fratellanza umana, della giustizia e della pace, così che le risorse possano essere destinate in modo coordinato a rispondere alle sfide urgenti che interessano la casa comune e la famiglia dei popoli”. Di qui la necessità di una “conversione, una visione alternativa a quella che oggi spinge il mondo sulla via di una crescente conflittualità”, in modo da favorire un “dialogo aperto tra i saperi originari e le scienze, tra le comunità di saggezza nativa e quelle scientifiche” per “affrontare in modo nuovo, più integrale e anche più efficace questioni cruciali come, ad esempio, quelle dell’acqua, del cambiamento climatico, della fame, della biodiversità”. “Siamo chiamati tutti a una conversione ecologica, impegnati a salvare la nostra casa comune e a vivere una solidarietà intergenerazionale per salvaguardare la vita delle generazioni future, invece che dissipare le risorse e aumentare le disuguaglianze, lo sfruttamento e la distruzione”, conclude Francesco.

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