Migrazioni: Cies onlus, “riparte, dopo un mese di interruzione, il servizio di mediazione culturale in oltre 40 questure”

Dopo oltre un mese di interruzione e conseguenti disagi, sta riprendendo il servizio di mediazione culturale in quaranta Questure d’Italia e si sta ricomponendo la mappa delle urgenze legate alla stretta attualità. Lo annuncia il Centro informazione ed educazione allo sviluppo (Cies) onlus, in una nota. “Il blocco temporaneo delle attività, dovuto a una fase di completamento della procedura di registrazione di un nuovo contratto di servizio che, come previsto dal disciplinare della gara pregressa, da’ continuità a quello precedente, ha fatto emergere ancor più chiaramente l’importanza di un servizio che consente di far dialogare richiedenti asilo e migranti con i funzionari di polizia in maniera costruttiva”, continua la nota.
Domande di protezione, ricongiungimenti, permessi di soggiorno e persino l’identificazione, primo atto di presa in carico da parte delle istituzioni fondamentale per la sicurezza, sono resi possibili da questi operatori che oltre a interpretare lingue sconosciute, sanno decifrare culture, capire nomi, cognomi , stato civile, parentele, linguaggi del corpo e tipi di comunicazione anche fortemente influenzati dai traumi dell’esperienza migratoria. Il rapporto che si instaura tra mediatore e migrante consente a persone spesso provate dai viaggi terribili via mare o terra, di avere da subito una identità e non cadere nel buio della clandestinità e diventare facili vittime di sfruttamento e prede della criminalità organizzata. “Dopo un periodo di preoccupazione e di tensioni vissute da molti attori – lavoratori, migranti, operatori della questure e dei servizi sociali – per l’assenza di un servizio vitale siamo finalmente felici che il lavoro possa riprendere – spiega Elisabetta Melandri, presidente della onlus che ha in gestione l’appalto –. Gli operatori del Cies agiscono come mediatori a tutto tondo creando un ponte di comunicazione e di operatività fra i bisogni di persone vulnerabili come i migranti forzati e le procedure di presa in carico e accoglienza delle istituzioni del nostro Paese. La nostra rete, che comprende oltre 1000 mediatori in servizio in questo momento su tutto il territorio nazionale, in grado di coprire un arco di 264 lingue fra veicolari, lingue di ampio utilizzo, rare e rarissime, negli anni ha consolidato un modello di intervento in tanti settori: nella sicurezza, nella concessione dell’asilo e della protezione umanitaria. negli ospedali, nelle scuole, negli uffici pubblici”.

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