Papa Francesco: ai giovani, “prendetevi cura dei fratelli feriti con intelligenza e cuore grande per accompagnarli verso la guarigione”

Il secondo verbo della missione è “prendersi cura. Cioè vivere la carità in modo dinamico e intelligente”. Lo ha detto Papa Francesco, ricevendo in udienza in Vaticano i partecipanti al VI Convegno missionario giovanile, promosso dalla Fondazione “Missio” della Conferenza episcopale italiana (22 – 25 aprile presso la Fraterna Domus di Sacrofano). “Oggi – ha proseguito Francesco facendo riferimento alla parabola del Buon samaritano — abbiamo bisogno di persone, in particolare di giovani, che abbiano occhi per vedere le necessità dei più deboli e un cuore grande che li renda capaci di spendersi totalmente”. “Anche voi – ha detto ai giovani presenti – siete chiamati a mettere a frutto le vostre competenze e mettere a servizio la vostra intelligenza, per organizzare la carità con progetti di ampio respiro. Oggi tocca a voi, ma non siete i primi! Quanti missionari ‘buoni samaritani’ hanno vissuto la missione prendendosi cura dei fratelli e delle sorelle feriti lungo la strada! Sulle loro orme, con lo stile e le modalità adatte al nostro tempo, adesso tocca a voi realizzare una carità discreta ed efficace, una carità fantasiosa e intelligente, non episodica ma continua nel tempo, capace di accompagnare le persone nel loro cammino di guarigione e di crescita. Questo è il secondo verbo che vi consegno: prenditi cura dei fratelli”. “Senza egoismo – ha concluso -, al servizio, per aiutare”.

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