Cile: mons. Vargas (vescovo Temuco), “preoccupazione per sciopero fame dei mapuche. Politica ascolti richieste degli indigeni”

“Non possiamo smettere di esprimere la nostra grande preoccupazione per le persone di etnia mapuche che, da più di due mesi, sono in sciopero della fame, mettendo a repentaglio la propria salute e la propria vita”. Lo scrive mons. Héctor Vargas, vescovo di Temuco, in un accorato appello pubblicato dal giornale locale “El Austral”, ripreso dal sito della Conferenza episcopale cilena. Il vescovo esorta gli indigeni a “valutare nuovi percorsi rispetto a questa misura di pressione che, sebbene pacifica, è allo stesso tempo estrema, perché in essa si pongono in tensione alcuni valori essenziali dell’individuo, come la vita e la libertà, entrambi contenuti nel nucleo stesso della dignità umana”.
Al tempo stesso, mons. Vargas chiede che “le autorità siano in grado di farsi carico delle questioni che stanno alla base di questa delicata azione. Ci riferiamo a una politica statale, il risultato di una chiara volontà politica trasversale, che, alla luce dei trattati firmati dal Cile, degli accordi internazionali e attraverso azioni concrete, possa, una volta per tutte, fare passi in avanti in modo deciso ed efficace sulle questioni in sospeso con i popoli indigeni, sia nel riconoscimento dei loro principi etici che nel rispetto della dimensione legale e costituzionale”.
Infine, mons. Vargas fa appello alla regione dell’Araucanía, perché, “al di là di ciò che fa lo Stato, ci assumiamo la nostra responsabilità, attraverso istanze di dialogo reale e fecondo, senza esclusioni, abbattendo diffidenza e pregiudizio, creando un clima che ci consenta di ascoltarci di nuovo e condividere i grandi desideri di tutti e da lì cercare formule che permettano di aiutarci a vicenda”.

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