Honduras: dopo Eta in arrivo Iota. Mons. Charbonneau (Caritas) al Sir, “parrocchie mobilitate, contadini hanno perso tutti i raccolti”

Le strutture ecclesiali hanno cercato di mobilitarsi fin da subito, di fronte al disastro che la tempesta tropicale Eta ha provocato in Honduras, così come in gran parte dell’America Centrale. Spiega al Sir mons. Guido Charbonneau, vescovo di Choluteca e referente per la Caritas e la Pastorale sociale della Conferenza episcopale honduregna: “Stiamo cercando di aiutare in tutti i modi, in particolare le diocesi del sud vanno in soccorso di quelle del nord. Per esempio, qui a Choluteca, dove non abbiamo avuto grandi problemi, abbiamo effettuato una raccolta di generi alimentari, vestiario, kit di igiene personale soprattutto per prevenire il Covid, e due furgoni sono già stati a San Pedro Sula”. La gente esprime la sua solidarietà e circuiti ecclesiali sono tra i pochi a funzionare. Viceversa, continua il vescovo, “c’è molta sfiducia da parte della gente nelle autorità costituite e nel Governo, anche con molte ragioni. Ricordiamo che questo Esecutivo è stato eletto con forti sospetti di brogli. Anche per quanto riguarda la pandemia, la gente pensa che i dati diffusi non siano veritieri”.
Un’altra preoccupazione è per il futuro prossimo: “Quando l’acqua sarà calata e i cittadini torneranno nelle loro case, saranno in molti casi senza nulla, i contadini hanno perso il raccolto, i campi di grano, di mais, di fagioli, sono stati allagati, e così pure sono persi i raccolti degli alberi da frutto”. Mons. Charbonneau propone un’ultima riflessione: “Queste tempeste tropicali accadono sempre più spesso e sono segno del cambiamento climatico. Noi ci troviamo nel cosiddetto “corridoio secco”, lunghi periodi di siccità si alternano con questi fortissimi cicloni. Anche a livello nazionale la cura per il territorio è stata spesso dimenticata, non ci sono piani a lungo termine e neppure sufficienti infrastrutture. A livello ecclesiale una risposta importante è la creazione della Rete ecclesiale mesoamericana (Remam), che, come la Repam in Amazzonia, si propone di mettere in rete le Chiese del Centroamerica e del Messico per la promozione dell’ecologia integrale e la custodia del creato”.

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