Ambiente: 47 istituzioni religiose annunciano disinvestimento dai combustibili fossili. Comece, “urgente affrontare la crisi climatica”

Quarantasette istituzioni religiose annunciano oggi il loro “disinvestimento dai combustibili fossili, segnando così il più grande annuncio congiunto di disinvestimento tra i leader religiosi. La lista include istituzioni cattoliche, protestanti ed ebraiche di 21 Paesi”. Lo annuncia un comunicato secondo il quale tra le istituzioni partecipanti vi sono la Commissione degli episcopati dell’Unione europea (Comece), l’American Jewish World Service e le chiese anglicane e metodiste in tutto il Regno Unito. L’annuncio coincide con il quinto anniversario dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. L’azione dei leader religiosi “mette sotto pressione i leader dei governi e il loro impegno per l’energia pulita, in netto contrasto con il fallimento di molte amministrazioni nel fornire strategie energetiche sostenibili”. Secondo la nota, “mentre i leader di governo si aggrappano ai modelli economici di ieri, i leader religiosi guardano avanti al futuro energetico che condividiamo. Con le energie rinnovabili che crescono a un ritmo più veloce rispetto ai combustibili fossili, gli investitori istituzionali si muovono sempre più verso investimenti sostenibili nell’economia dell’energia pulita. Gli investitori religiosi aiutano a guidare questo movimento, costituendo la più grande fonte di disinvestimento al mondo e rappresentando un terzo di tutti gli impegni. Ad oggi, quasi 400 istituzioni religiose si sono impegnate a disinvestire”.
Padre Manuel Enrique Barrios Prieto, segretario generale della Comece, ha affermato: “La Comece si unisce al movimento cattolico di disinvestimento dai combustibili fossili. Incoraggiamo anche altri a unirsi a noi nel compiere passi concreti per risolvere la crisi climatica. Gli impegni per l’Accordo sul clima di Parigi sono importanti, e il Green Deal europeo è un modo per farlo. Risolvere la crisi climatica preserva la famiglia umana dai pericoli di un mondo che si surriscalda e, ora più che mai, è necessaria un’azione decisiva”.

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