Giorno della memoria: commemorazioni ad Auschwitz-Birkenau. Celebrazioni ufficiali terminate con preghiera ecumenica e interreligiosa

“Non essere indifferenti” è l’undicesimo comandamento che gli ex prigionieri del campo di concentramento e di sterminio Auschwitz-Birkenau hanno trasmesso ai posteri nel giorno del 75° anniversario della liberazione. Alle celebrazioni sul terreno dell’ex campo nazista lunedì pomeriggio hanno preso parte circa 200 tra gli ex prigionieri nonché rappresentanti di 60 Stati e organizzazioni internazionali, radunati sotto un grande tendone, lungo i binari che portavano le vittime dello sterminio verso la morte. La commemorazione è stata aperta dal presidente Andrzej Duda con il ricordo dello Stato polacco clandestino che durante la seconda guerra mondiale combatté gli invasori nazisti cercando anche di costruire una rete di protezione per gli ebrei, per i quali il nazifascismo prevedeva invece la “soluzione finale”. La celebrazione è terminata con una preghiera ecumenica e interreligiosa durante la quale l’ebraico Kaddish (preghiera per i defunti) è stato recitato dal rabbino Dawid Wisnia di Varsavia, sopravvissuto del campo, mentre in nome della Chiesa cattolica, dal nunzio apostolico in Polonia mons. Salvatore Pennacchio. Ad Auschwitz-Birkenau trovarono la morte oltre un milione di ebrei, circa 75mila polacchi, 21mila rom, 15mila russi e diverse migliaia di prigionieri di altre nazionalità. Negli anni della guerra, secondo le stime circa l’un per cento della popolazione polacca fu direttamente coinvolta nello salvataggio degli ebrei che, prima dello scoppio del conflitto, costituivano il 20% di tutti gli abitanti della Polonia.

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