Terremoto in Turchia: Caritas si attiva a fianco della popolazione colpita

Il 24 gennaio scorso la Turchia è stata colpita da un terremoto di magnitudo 6.8 della scala Richter, che ha causato secondo le fonti ufficiali decine di morti e oltre 1.600 feriti. Caritas Turchia e la Caritas diocesana di Anatolia si sono attivate immediatamente, recandosi sul posto e cercando di capire quali azioni intraprendere a supporto delle persone più fragili, in coordinamento con le autorità e le realtà locali. L’area più colpita è la provincia di Elazig, nell’est della Turchia, ma le continue e ripetute scosse che si sono susseguite più di recente hanno coinvolto un territorio molto più ampio, che comprende le città di Diyarbakır, Adıyaman, Batman, Kahramanmaraş e Şanlıurfa. Le autorità locali sono intervenute tempestivamente e stanno gestendo tutte le operazioni di soccorso. Il lavoro di ricognizione non è facile, considerata la lontananza della zona da Istanbul e la difficoltà di raggiungere le aree colpite più periferiche, zone che al momento stanno ospitando migliaia di profughi, in particolare siriani. Ad oggi sono stati visitati in particolare i villaggi attorno alla città di Elaziğ e i due comuni di Pütürge e Doğanyol, a 1.950 mt di altitudine, che segnalano circa l’80% delle case distrutte. “Siamo addolorati per questa tragedia che ha colpito molte famiglie turche e cercheremo di sostenere Caritas Turchia affinché possa in qualche modo portare un aiuto concreto e un sostegno a chi sta soffrendo”, ha dichiarato don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana. Caritas italiana collabora da tempo con Caritas Turchia, sia nell’assistenza ai terremotati a seguito dei ricorrenti eventi sismici che colpiscono il Paese, sia nell’assistenza ai rifugiati e migranti. Inoltre è in corso da un anno un progetto triennale finanziato dalla Cei con fondi 8xmille, dedicato in particolare al sostegno a minori e famiglie più vulnerabili in diverse aree della Turchia. Al pari di quanto già fatto nel terremoto in Albania, Caritas italiana si è subito posta a fianco degli operatori locali Caritas per cooperare nella risposta ai bisogni della popolazione, in particolare delle famiglie dei villaggi più periferici, che hanno bisogno soprattutto di cibo, coperte, stufe e vestiti invernali.

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