Politica: Conte, “rilanciare l’azione di governo” con “maggior coesione e maggior affiatamento tra le forze di maggioranza”

“Per quanto riguarda la prospettiva di governo dobbiamo lavorare per contrastare queste destre. Mi auguro che si possa rinforzare sempre più un ampio fronte – possiamo chiamarlo progressista, riformista, alternativo alle destre – dove possono trovare posto e possano sentirsi a proprio agio tutte le forze, pur con diverse sensibilità, che vogliono condurre una politica alternativa a queste destre. Mi auguro che questo progetto politico possa definirsi sempre più andando avanti nel tempo anche in virtù di una maggior coesione e un maggior affiatamento tra le forze di governo”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, commentando con i giornalisti fuori da Palazzo Chigi gli esiti delle elezioni regionali di Emilia Romagna e Calabria.
Riguardo al Movimento 5 Stelle, il premier ha riconosciuto che “non ha conseguito dei risultati brillanti” ma ha invitato a considerare tre aspetti: “che il leader politico Luigi Di Maio si è dimesso e adesso c’è un reggente”; che “il Movimento si è strutturato come movimento e non come partito tradizionale, e quindi non ha mai avuto una solida struttura territoriale”; e che “proprio in Emilia Romagna per questo appuntamento elettorale c’è stata incertezza sino all’ultimo minuto se presentarsi”. La battuta d’arresto dei Cinquestelle in entrambe le Regioni al voto, secondo Conte, non si trasformerà in “instabilità” nella maggioranza di governo.
Rispetto all’azione di governo, il premier ha affermato che “non vedo l’ora nei prossimi gironi di confrontarmi con le varie forze politiche per rilanciare, per individuare delle priorità, definire un chiaro cronoprogramma e per definire in dettaglio l’agenda per il 2023. Non dobbiamo più indulgere in smarcamenti, in rivendicazioni di spazi politici. Non possiamo più permetterci di piantare bandierine”. “La gente ci chiede buone pratiche di governo”, ha ammonito Conte, e “tutte le forze politiche saranno giudicate nel 2023 per quello che avranno fatto, non per quello che hanno promesso e non hanno realizzato”.

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