Papa Francesco: all’Angelus, “la conversione non può ridursi a uno sforzo personale”

foto SIR/Marco Calvarese

“Con la venuta di Gesù, Dio Padre ha mostrato all’umanità la sua vicinanza e amicizia. Esse ci sono donate gratuitamente al di là dei nostri meriti”. Lo ha detto Papa Francesco affacciatosi ieri dalla finestra dello studio del Palazzo apostolico vaticano per la recita della preghiera dell’Angelus con i fedeli e i pellegrini presenti in Piazza San Pietro. “La vicinanza di Dio e l’amicizia di Dio non sono un merito nostro: sono un dono gratuito di Dio – ha aggiunto -. Noi dobbiamo custodire questo dono”. Poi, l’attenzione del Papa si è spostata sull’“appello alla conversione che Gesù rivolge a tutti gli uomini”. “Tante volte risulta impossibile cambiare vita, abbandonare la strada dell’egoismo, del male, abbandonare la strada del peccato perché si incentra l’impegno di conversione solo su sé stessi e sulle proprie forze, e non su Cristo e il suo Spirito”. Quindi, l’incoraggiamento di Francesco, perché “la nostra adesione al Signore non può ridursi ad uno sforzo personale”. “Credere questo sarebbe un peccato di superbia – ha osservato -. La nostra adesione al Signore deve invece esprimersi in un’apertura fiduciosa del cuore e della mente per accogliere la Buona Notizia di Gesù. È questa che cambia il mondo e i cuori!”.

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