“Annunciamo oggi che abbiamo superato le oltre 100 convivenze solidali per persone anziane a Roma”. Così il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, ha spiegato questa mattina in conferenza stampa come si tratti di un “modello replicabile” che offre agli anziani condizioni di vita dignitose. “Case tra le case nella città – ha sottolineato –, normali appartamenti dove possono alloggiare due, tre o quattro anziani, che così vincono la solitudine. Il valore aggiunto delle convivenze solidali – ha aggiunto – rispetto ad altri tipi di cohousing, è soprattutto quello di offrire un’accoglienza stabile nel tempo, cioè anche quando aumentano la fragilità e i bisogni di cure evitando in questo modo l’istituzionalizzazione in Rsa o altre strutture. Si ricrea, in altre parole, una dimensione familiare che impedisce l’abbandono quando si diventa non autosufficienti. Chiediamo alle istituzioni di adottare questo modello, che oltretutto rappresenta un grande risparmio per la spesa pubblica”. Durante la conferenza stampa sono stati illustrati anche alcuni dati sulla popolazione anziana. In Italia le persone sole sono circa 9,9 milioni (erano 9,3 milioni nel 2023). Di queste 4,6 milioni hanno più di 65 anni, circa un terzo di tutti gli anziani. Aumenta anche il peso dell’isolamento sociale: secondo i dati Istat del 2025, ben 845mila anziani dichiarano di non avere nessuno su cui contare – e il dato peggiora nei grandi centri urbani. Alla conferenza stampa erano presenti anche i volontari del programma “Viva gli anziani”, che in 12 città italiane monitora attivamente oltre 16mila anziani ultraottantenni e promuove campagne di informazione per la popolazione anziana per fronteggiare le ondate di calore.