(Pavia) “Non scivolare in un atteggiamento negativo e pessimista, incapace di generare vita nuova”. È il primo invito del Papa, nell’omelia pronunciata nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, prima dell’atto di venerazione delle reliquie di sant’Agostino. “Come possiamo oggi, qui a Pavia, essere una Chiesa viva?”, la domanda da porsi in una comunità “di antica tradizione che rimane viva e presente nella città e nel territorio, attenta ai segni di questo tempo e alle sue sfide, senza lasciarsi scoraggiare dalle fatiche, dal contesto secolarizzato e dalle difficoltà nella trasmissione della fede”. “Stare uniti a Cristo, pietra viva, scartata dagli uomini ma scelta da Dio. Cristo è il fondamento dell’edificio spirituale, è la pietra angolare posta come base del nostro cammino ecclesiale, dell’agire pastorale e dell’evangelizzazione”, la prima indicazione di rotta: “Questo essere costruiti e costruire in Cristo ci preserva dal rischio di disperderci e affaticarci in cose secondarie, magari buone, ma che non vanno all’essenziale”. “Naturalmente siamo chiamati a essere realisti, e sappiamo che nelle comunità parrocchiali e nella vita di una diocesi ci sono tante urgenze e tanti impegni che richiedono presenza e molteplici attività”, ha osservato il Papa, secondo il quale “si tratta però di ricondurre tutto al centro, di costruire sempre a partire dalla pietra angolare, di impedire che le nostre azioni risultino dispersive, centrate unicamente su noi stessi e sui nostri sforzi”.