“Ci ha ricordato che comunicare la fede è una responsabilità che tocca il cuore della missione. Ci ha insegnato che la qualità del pensiero e la serietà dell’informazione sono forme alte di servizio alla comunità”. Con queste parole il Comitato esecutivo della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc) ricorda il card. Camillo Ruini, sottolineando il debito di riconoscenza che lega i settimanali diocesani alla sua figura. Al centro del suo magistero, rileva la Fisc, c’era la preoccupazione per l’irrilevanza: “la possibilità che il cristianesimo si ritirasse nel recinto del privato, diventando ininfluente nelle grandi scelte della società”. Per contrastare questa deriva, Ruini aveva costruito il Progetto culturale orientato in senso cristiano, avviato nel 1997, con cui chiedeva alla Chiesa di “tornare a frequentare le grandi domande del pensiero contemporaneo, misurandosi con la filosofia, la scienza, l’arte”. La Fisc ricorda in particolare un messaggio che Ruini aveva rivolto ai settimanali cattolici vent’anni fa, invitandoli a essere “non spettatori inermi e impauriti, ma protagonisti convinti e incisivi”, capaci di “un’informazione libera al servizio del bene comune”. Un invito che, sottolinea il Comitato esecutivo, “suona più urgente che mai” nell’epoca dei flussi digitali. “Dietro l’immagine dell’uomo potente si nascondeva una persona di disarmante semplicità. La sua grandezza – conclude la nota – non aveva bisogno di mostrarsi. Era l’umiltà di chi ha messo i propri talenti a servizio di qualcosa di più grande di sé”.