Braccianti bruciati vivi: Chiese di Calabria, “non può esaurirsi in una notizia di pochi giorni” ma deve invitare a “segni concreti di attenzione, presenza, impegno”

“Assieme al dolore e all’indignazione” la Conferenza episcopale calabra – durante la sessione estiva svoltasi a Corigliano Rossano – esprime “la più ferma condanna” sull’omicidio di quattro braccianti ad Amendolara. Un fatto che manifesta “la totale mancanza di rispetto per la dignità umana per un lavoro senza diritti e senza tutele, calpestata da interessi economici e sistemi di sfruttamento da parte della piaga del caporalato e da filiere agroalimentari ingiuste e illegali”. La vicenda – si legge in una nota al termine dei lavori – “non può esaurirsi in una notizia di pochi giorni, ma provoca tutti a porre segni concreti di attenzione, presenza, impegno”. I vescovi calabri vogliono dare “un segnale concreto di vicinanza”, attraverso la Commissione regionale di Pastorale sociale del lavoro che ad Amendolara il 4 di luglio inizierà un “percorso di approfondimento del tema dello sfruttamento dei migranti e della piaga del caporalato”. I vescovi calabresi hanno poi affrontato la questione del lavoro giovanile, accogliendo e ascoltando don Marco Ulto, coordinatore nazionale del Progetto Policoro, accompagnato da don Luca Gigliotti. A trent’anni dall’inizio di questa esperienza della Chiesa italiana, che ha inteso stare accanto ai giovani perché possano riconoscere nel lavoro non solo un’occupazione, ma una vera e propria vocazione da realizzare, don Ulto ha presentato la nuova veste del progetto, a cominciare dal cambiamento del nome in “Generazione in rete”, con l’intento di rinnovarsi nello stile e nel metodo, ritornando all’ispirazione originaria. I vescovi hanno poi accolto Giuseppe Notarstefano e mons. Claudio Giulidori, rispettivamente presidente e assistente generale dell’Azione Cattolica, con Ivana Ventura e don Antonello Gatto, rispettivamente delegata e assistente unitario regionale. Essi hanno ringraziato i vescovi per l’accoglienza, hanno descritto il cammino attuale e importanza del servizio ecclesiale che l’Azione Cattolica svolge mantenendo la sua caratteristica di Associazione “giovane e vitale” e hanno invitato a vigilare perché l’Ac sia valorizzata e sostenuta in terra di Calabria, a vantaggio delle Chiese locali. Durante la due giorni i vescovi hanno fatto visita alla cattedrale di Rossano e alla Vergine Acheropita – patrona della diocesi di Rossano-Cariati – ed hanno partecipato al dello sfoglio del Codex oltre ad una celebrazione presso il monastero agostiniano.

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