Commissione Ue: Semestre europeo, pacchetto di primavera. Sorveglianza di bilancio e squilibri macroeconomici. Italia sotto osservazione

Nella primavera del 2026 la Commissione ha valutato la conformità degli Stati membri al quadro di bilancio dell’Ue. La valutazione – è precisato nei documenti del pacchetto sul Semestre europeo, illustrati oggi, riguarda sia il 2025 che il 2026 e si concentra sulla crescita della spesa netta, “tenendo conto della flessibilità prevista dalla clausola di salvaguardia nazionale per la difesa, se del caso”. Per quanto riguarda gli Stati membri soggetti alla procedura per i disavanzi eccessivi, la Commissione raccomanda oggi al Consiglio di abrogare la procedura per i disavanzi eccessivi nei confronti di Malta. Per Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Ungheria, Italia, Polonia, Romania e Slovacchia, la Commissione “ha ritenuto che fossero state adottate misure efficaci per correggere il disavanzo eccessivo. Pertanto, in questa fase non è necessario adottare ulteriori misure nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi”.
Per gli Stati membri che beneficiano di un periodo di aggiustamento di bilancio di sette anziché quattro anni nel contesto dei loro piani a medio termine (Belgio, Germania, Spagna, Francia, Italia, Austria, Romania e Finlandia), la Commissione ha anche valutato “l’attuazione delle fasi principali degli impegni di riforma e di investimento alla base della proroga, tenendo conto delle informazioni fornite nelle relazioni annuali sui progressi compiuti . Nel complesso, la Commissione ritiene che tutti gli Stati membri interessati abbiano rispettato i loro impegni in modo soddisfacente”.
“In futuro, gli Stati membri che intraprendono azioni per rafforzare la sicurezza energetica dell’Europa e accelerare la transizione dai combustibili fossili potrebbero richiedere una flessibilità di bilancio limitata nell’ambito dell’attuale clausola di salvaguardia nazionale per la spesa per la difesa”.
La Commissione ha poi valutato l’esistenza di squilibri macroeconomici per sette Stati membri. “Nell’ultimo anno le vulnerabilità si sono evolute in modo diverso nei vari Stati membri e in diversi casi si sono ridotte, mentre di recente l’incertezza è aumentata. La Grecia, i Paesi Bassi e la Svezia non presentano più squilibri in quanto le loro vulnerabilità macroeconomiche sono diminuite nel corso degli anni. L’Italia, l’Ungheria e la Slovacchia continuano a presentare squilibri, in quanto le loro vulnerabilità rimangono significative. La Romania continua a presentare squilibri eccessivi, in quanto le sue vulnerabilità rimangono gravi”.

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