Sicurezza stradale: Etsc, allarme ciclisti in Europa. Duemila morti l’anno. Decessi quasi invariati in 10 anni

Secondo l’ultimo rapporto dell’European Transport Safety Council (Etsc), pubblicato oggi, i decessi di ciclisti nell’Unione europea sono diminuiti appena dell’8% nell’ultimo decennio (2014-2024), con una media annua dello 0,5%. Un dato allarmante se confrontato con il calo dei decessi tra gli occupanti di veicoli a motore, scesi quattro volte più velocemente (2% annuo). Nel 2024 sono stati 1.926 i ciclisti uccisi sulle strade dell’Ue, pari al 10% di tutte le vittime stradali. Per raggiungere l’obiettivo europeo di dimezzare i morti entro il 2030, servirebbe una riduzione del 6,5% annuo, un ritmo tredici volte superiore a quello attuale. Preoccupa anche il numero dei feriti gravi, cresciuto del 12% nello stesso periodo. Il rapporto individua nella velocità dei veicoli e nella mancanza di infrastrutture i rischi principali: il 65% degli incidenti mortali coinvolge veicoli a motore. “I governi incoraggiano l’uso della bici per ragioni climatiche e di salute, ma non garantiscono condizioni sicure”, ha dichiarato Jenny Carson, co-autrice del rapporto in cui si elencano anche alcune raccomandazioni. In particolare l’incoraggiamento è a introdurre “zone 30” nelle aree urbane dove ciclisti e auto condividono lo spazio; investire per la costruzione di infrastrutture separate per piste ciclabili protette e incroci sicuri. Si chiede inoltre la diffusione di sistemi di frenata automatica per le auto, con rilevamento ciclisti e si incoraggia il miglioramento della raccolta dati sugli infortuni. Particolare attenzione viene rivolta ai ciclisti anziani, categoria più a rischio, e alla diffusione delle e-bike, che sta portando a un aumento della mortalità in diversi Paesi membri.

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