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Consiglio d’Europa: parità di genere in Assemblea parlamentare. Bayr (presidente): “Una politica migliore”

(Photo Council of Europe)

Parità di genere raggiunta tra gli scranni dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce), per la prima volta nei suoi 77 anni di storia. A gennaio 2026, infatti, le donne nell’Assemblea – calcolando sia i rappresentanti sia i supplenti dei 46 Stati membri – rappresentavano poco meno del 50% del totale. La presidente dell’Apce Petra Bayr, quinta donna alla guida dell’istituzione, si è detta orgogliosa per questo traguardo, definito “pietra miliare storica”. “Una politica che rifletta l’esperienza e le esigenze sia delle donne che degli uomini è una politica migliore”, ha aggiunto, ringraziando i parlamenti nazionali per aver nominato più donne all’Assemblea di Strasburgo, nonostante solo circa un terzo dei parlamentari nazionali europei sia composto da donne. L’auspicio della presidente è che questo possa essere di ispirazione per altri organismi parlamentari. Ancora nel gennaio 2021, le donne rappresentavano solo il 37% dei membri Apce; negli anni successivi sono state introdotte una serie di modifiche al regolamento e dal 2027, le delegazioni dovranno avere una rappresentanza minima del 40% per ciascun sesso. Misure specifiche sono state adottate anche per l’elezione dei giudici della Corte europea dei diritti dell’uomo da parte dell’Apce.

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