La Comunità di Sant’Egidio manifesta la sua “vicinanza” al cittadino romano, aggredito “semplicemente” perché indossava la kippah. È “preoccupante – si legge in una nota – assistere nella città di Roma – che durante l’occupazione nazista, il 16 ottobre 1943, ha conosciuto la deportazione di oltre mille ebrei ad Auschwitz – ad aggressioni di questo tipo, legate unicamente alla propria identità religiosa”. Occorre “condannare con forza ogni violenza sia fisica che verbale contro gli ebrei, che non ha nulla a che vedere con le critiche alla politica di Israele in Medio Oriente, ma che è solo frutto di un demone come l’antisemitismo, che si è risvegliato con forza negli ultimi anni in Italia e in tutto il continente europeo”, evidenzia la Comunità di Sant’Egidio.