Leone XIV: Veglia di Pasqua, “Dio non vuole la nostra morte”

Il mistero della notte di Pasqua “affonda le sue radici anche là dove si è consumato il primo fallimento dell’umanità, e si stende lungo i secoli come cammino di riconciliazione e di grazia”. Lo ha detto il Papa nell’omelia della Veglia di Pasqua, presieduta nella basilica di San Pietro. “Dio ha fermato la mano di Abramo, pronto a sacrificare il figlio Isacco, a indicarci che non vuole la nostra morte, ma piuttosto che ci consacriamo ad essere, nelle sue mani, membra vive di una discendenza di salvati”, ha ricordato Leone XIV ripercorrendo le Scritture: “Così pure ci ha invitato a riflettere su come il Signore ha liberato gli Israeliti dalla schiavitù dell’Egitto, facendo del mare, luogo di morte e ostacolo insormontabile, la porta d’ingresso per l’inizio di una vita nuova e libera. E lo stesso messaggio è tornato come un’eco nelle parole dei Profeti”. “In tutti questi momenti della storia della salvezza abbiamo visto come Dio, alla durezza del peccato che divide e uccide, risponde con la potenza dell’amore che unisce e ridona vita”, ha commentato il Pontefice: “per la Pasqua di Cristo, sepolti insieme a lui nella morte anche noi possiamo camminare in una vita nuova”.

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