Pasqua 2026: mons. Melis (Ozieri), “la risurrezione è una forza silenziosa che attraversa i nostri giorni e li trasforma dall’interno”

“La risurrezione non è qualcosa di lontano o straordinario solo in apparenza, ma una forza silenziosa che attraversa i nostri giorni e li trasforma dall’interno. È lì, nei gesti più semplici: nel lavoro quotidiano, nella pazienza dell’attesa, nella cura delle relazioni, nella fedeltà alle piccole responsabilità. Nulla è troppo piccolo per essere abitato da Dio”. Lo scrive il vescovo di Ozieri, mons. Corrado Melis, nel messaggio di Pasqua 2026. Il presule rivolge innanzitutto lo sguardo alla realtà della sua terra: “I paesi che si svuotano, i giovani che partono portando con sé sogni e inquietudini, le famiglie che resistono, gli anziani che custodiscono storie e spesso anche solitudini”. Dentro questo scenario, e con lo sguardo aperto a “un mondo ferito, dove la pace appare fragile, minacciata da guerre e violenze”, la Pasqua consegna un annuncio che “cambia il cuore delle cose: questo è il giorno di Dio”. Il vescovo sottolinea che “la pace non nasce lontano da noi: comincia nelle piccole cose, quando nelle nostre famiglie scegliamo di ricucire invece di spezzare, quando nelle nostre comunità impariamo ad ascoltarci senza sospetto”. E ricorda i “germogli di pace” già presenti nella diocesi: “Volontari che si prendono cura dei più fragili, sacerdoti e operatori pastorali che accompagnano con discrezione, giovani che non smettono di cercare il loro futuro”. Il messaggio si conclude con un augurio che diventa preghiera: “Se Cristo è risorto, ogni gesto di amore, anche il più piccolo, diventa seme di pace”.

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