Pasqua 2026: mons. Renna (Catania), “la pace di Cristo non è un vago sentimento, ha sempre un ‘voi’ verso cui rivolgersi”

“La pace ha sempre un ‘voi’, un ‘tu’ verso cui rivolgersi, altrimenti diventa un vago sentimento che non fa breccia nel cuore dell’altro. Solo la potenza del Risorto può avere la forza di dire questa parola di pace e di suscitarla in noi”. Lo scrive mons. Luigi Renna, arcivescovo metropolita di Catania, nel messaggio pasquale 2026, prendendo le mosse dal saluto del Cristo risorto agli apostoli: “Pace a voi”. Il presule sottolinea che Cristo “mostra le piaghe, perché l’odio, l’inimicizia, i conflitti piccoli e grandi lasciano delle ferite”, ma non le mostra “come un documento che chiede vendetta, bensì come una ferita che il perdono e l’amore di Dio hanno cicatrizzato per sempre”. In questo anno francescano, mons. Renna richiama la figura di san Francesco, che scrisse nel suo Testamento: “Il Signore mi rivelò questo saluto: il Signore ti dia pace”. La Pasqua, afferma il vescovo, deve essere “l’inizio di un tempo in cui ci esercitiamo a vivere le virtù generatrici di pace: tolleranza, disponibilità alla riconciliazione, coraggio, pazienza, perseveranza”, citando la Nota pastorale della Cei Educare ad una pace disarmata e disarmante. Conclude con un triplice augurio: “Sia pace nei vostri cuori! Sia pace nelle nostre case! Sia pace nelle nostre città e in tutto il mondo!”.

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