“Dentro questa umanità che esprime il baratro, là dove non si percepisce più la differenza tra l’uomo e la bestia, proprio in quella fossa profonda dove l’umanità sembra essere persa, il Crocifisso ci dice che, proprio lì dentro, Dio non si fa problemi ad abitare, c’è dentro”. Lo ha detto ieri sera il vescovo di Lamezia Terme, mons. Serafino Parisi, nell’omelia della celebrazione dell’azione liturgica dell’adorazione della Croce del Venerdì Santo, in cattedrale. “Oggi basta girarci un pochettino intorno a noi – ha aggiunto – per vedere brandelli per terra di umanità martoriata, dilaniata nella carne”. Ma, “dentro questa umanità dilaniata – ha detto mons. Parisi – Dio non scappa, rimane come stava la madre sotto la croce di Gesù”. Al termine della celebrazione, il vescovo ha presenziato alla processione dell’Addolorata e, salutando la città, ha ricordato che “noi non adoriamo la croce come strumento che dà la morte”. La croce, ha spiegato, può diventare “un albero di vita”. Per mons. Parisi, “la croce abitata da Gesù Cristo è il modo col quale il Padre ha voluto trasmetterci il suo messaggio d’amore”. Da qui l’invito finale a guardare il mondo non con “gli occhi del potere, della sopraffazione, della forza”, ma con quelli “del servizio, della cura e della carità”.